Vita a due

Buoni d'amore da stampare: 30 buoni da staccare uno a uno

Trenta buoni d'amore da stampare o da scrivere a mano, dai più piccoli ai più grandi, e la domanda che nessuno risolve: come farli uscire dal cassetto.

Hai scritto «buono per un massaggio» in cima al primo cartoncino, e la mano si è fermata lì. È quello che avevi già scritto l'anno scorso, sul blocchetto di buoni che dorme ancora sul suo comodino (nastro intatto, nemmeno un buono staccato).

La paura, in fondo, è che un blocchetto fatto a mano passi per un modo elegante di non spendere niente. Un buono è l'unico regalo che promette tempo, e il tempo è la cosa che costa di più in una vita in due. Se il primo non è mai servito, le tue idee non c'entrano niente: un buono aspetta che qualcuno lo reclami, e reclamare è la parte che non fa nessuno.

I trenta che seguono si ricopiano così come sono, sul retro di un cartoncino.

I buoni teneri per le sere che rallentano

Costano solo la tua presenza intera, ed è già molto. Sono quello che rende bello il blocchetto, mai quello che lo tiene in piedi.

1. Buono per un massaggio alla parte bassa della schiena. È lo stesso dell'anno scorso, con i dettagli che cambiano tutto: venti minuti, la lampada del corridoio come unica luce, e vado avanti anche quando ti addormenti.

2. Buono per la colazione a letto, un martedì. Non una domenica, che è quasi dovuta, e il caffè lo rifaccio se si è raffreddato.

3. Buono per una serata intera senza telefoni. Tutti e due sopra il frigo alle otto, li riprendiamo solo la mattina dopo, e il mio ci sale per primo.

4. Buono per un capitolo letto ad alta voce. Il tuo libro, la mia voce, la tua testa sulle mie ginocchia finché non perdi il filo.

5. Buono per un bagno già pronto. Lo preparo prima che tu rientri, è ancora caldo quando arrivi, e nessuno bussa finché non esci.

6. Buono per un lento in cucina. La tua canzone, la luce grande spenta, e non ti lascio andare prima della fine.

7. Buono per una lettera scritta a mano, e imbucata. Busta, francobollo, la cassetta all'angolo, anche se dormo accanto a te.

8. Buono per una notte in cui mi addormento dopo di te. Il mio braccio resta sotto la tua nuca finché non ti addormenti, e il formicolio me lo tengo fino in fondo.

9. Buono per una domanda che non ti ho mai fatto. «Come stai, davvero», e ascolto tutta la risposta senza raccontarti la mia.

I buoni quotidiani che nessuno mette in copertina

Sono i meno belli da leggere e i primi a essere staccati. Un blocchetto che si dimentica questi piccoli gesti d'amore di tutti i giorni fa un bel regalo e un mese difficile.

10. Buono per un'ora di sonno in più. Spengo la tua sveglia, gestisco io la mattinata in silenzio, e quando ti alzi scopri che è già tutto fatto.

11. Buono per un «vengo a prenderti». Sono sotto il tuo ufficio senza avvisare, con un cornetto sul sedile.

12. Buono per la faccenda che odi di più. Non quella comoda per me: la lettiera, la spazzatura, il ferro da stiro, e non dico una parola.

13. Buono per la spesa in piena notte. Quello che ti manca alle undici di sera, scendo io a prenderlo (senza sbuffare, c'è scritto sopra).

14. Buono per una serata senza di me. Sparisco per qualche ora, la casa tutta per te, la serie che a me non piace, e rientro quando mi scrivi.

15. Buono per un ritorno in macchina senza domande. La sera in cui non hai voglia di raccontare: guido io, tu guardi fuori dal finestrino, e nessuno chiede com'è andata.

16. Buono per una giornata in cui le tue scartoffie le sbrigo io. Chiamo io l'amministratore di condominio, la banca, e l'assicurazione che non ha mai richiamato.

17. Buono per il pasto che non hai voglia di cucinare. Lo dici la mattina, e in cucina non ci metti piede.

I buoni giocosi che fanno ridere prima di commuovere

Disinnescano, e passano anche in un martedì sera teso. Da dosare (oltre i quattro, il blocchetto diventa un gioco da tavolo). Se quello che cerchi è il gioco, esistono trenta sfide di coppia da fare insieme, e lì nessuno deve chiedere niente. La versione in cui nemmeno tu sai niente in anticipo sono ventuno sfide già scritte, una a sera per tre settimane.

18. Buono per fermare una litigata. Vale una volta sola: la discussione finisce lì, anche le sere in cui ho ragione, e non ci torno più sopra.

19. Buono per un veto sul film della serata. Imponi il tuo senza doverlo difendere, e io non ho il diritto di commentare durante.

20. Buono per un «avevi ragione tu» per iscritto. Su carta, con la data, firmato, da tirare fuori davanti a chi vuoi.

21. Buono per un «si parte adesso». Borsa fatta in venti minuti, e ti dico dove andiamo alla prima rotonda.

22. Buono per una rivincita al gioco in cui perdi sempre. Cinque partite, e non ti lascio vincere.

23. Buono per annullare un'uscita la sera prima. La cena di lavoro, l'aperitivo di troppo: tu dici basta, e la scusa la trovo io.

24. Buono per scegliere come mi vesto sabato sera. Scarpe comprese, e non discuto niente.

25. Buono per l'ultimo pezzo, qualunque sia. L'ultima fetta, il fondo del sacchetto, e ti guardo finirlo senza dire niente.

I buoni grandi che non si promettono due volte

Un weekend non si promette otto volte. Uno o due nel blocchetto, il resto sta meglio in una bucket list di coppia, e l'altra persona capisce che non stai bluffando.

26. Buono per un weekend scelto insieme una domenica sera. Due notti, la cartina aperta sul tavolo, e prenotiamo prima di andare a dormire.

27. Buono per metà del tuo grande progetto. L'orto, il cambio di lavoro, la mezza maratona: quello che porti avanti da un anno, me ne prendo la metà, non solo gli incoraggiamenti.

28. Buono per quello che ci scriverai tu. Questo è in bianco: lo riempi tu, e io firmo senza leggere.

29. Buono per una sera al mese, tenuta libera, per un anno. Lo stesso giorno tutti i mesi, ed entra in agenda prima di tutto il resto.

30. Buono per una notte nel posto che guardiamo da anni. Quello davanti al quale rallentiamo ogni volta senza mai fermarci: stavolta prenotiamo, e prendiamo la camera con la vista.

Il blocchetto di buoni d'amore da stampare e da rilegare

Dei buoni d'amore da stampare sono prima di tutto una questione di formato. Grandi come un biglietto da visita, abbastanza piccoli da stare in un portafoglio, abbastanza spessi da sopravvivere al fondo di una borsa: taglia a metà delle schede, oppure fai passare un foglio di cartoncino nella stampante e taglia lungo le righe. Scrivili a mano, taglia con le forbici, e lascia storta la riga che ti trema.

Poi ci sono due scuole. Il blocchetto: due buchi in alto con la perforatrice, un nastro infilato dentro, e i buoni si staccano uno alla volta. Il barattolo: piegati in due, la mano che pesca senza guardare, e decide il caso.

Resta la domanda che nessuno risolve. Sotto i dieci buoni, il blocchetto è finito prima ancora di esistere. Oltre i trentuno, diventa un catalogo e nessuno osa più prenderci niente.

Trentuno è un mese intero, uno al giorno, e sta ancora in una mano (per coprire un anno servono 365 messaggi d'amore da stampare, non dei buoni). Scrivi la data di scadenza sulla prima pagina, e scegli il giorno in cui lo consegni: un 14 febbraio, un anniversario, la mattina di Natale.

Il blocchetto l'abbiamo ritrovato due anni dopo in un cassetto, intatto. Voglia di usarlo ne aveva, ne sono sicura. Aspettava il giorno giusto, e il giorno giusto da solo non arriva mai.

— Giulia, 31 anni

Il blocchetto che si apre da solo

Il blocchetto ha un difetto che si vede solo dopo averlo regalato: lascia all'altra persona la scelta del momento, e scegliere il momento vuol dire chiedere. Non dorme in quel cassetto perché ha deluso, dorme lì perché aprirlo significa chiedere.

Un calendario del conto alla rovescia toglie di mezzo la domanda: la casella si apre perché è oggi, non perché qualcuno ha trovato il coraggio. Il ritmo non dipende più dal suo ardire, ed era l'unica cosa che separava il tuo primo blocchetto dal cassetto.

Scrivi i tuoi buoni una volta sola, ne metti uno per ogni giorno, fino a trentuno. Se sei al tuo secondo blocchetto, è qui che si gioca tutto: il 6 si apre sul veto del film, il 14 sul weekend, il 22 sulla spesa in piena notte. Se le ultime caselle restano vuote, pesca da queste 55 idee per riempire il tuo calendario di sorprese.

Trenta buoni, trenta mattine

Nascondi un buono dietro ogni data, e lascia che ne scopra uno al giorno senza doverlo chiedere.

Crea il calendario

Il giorno in cui il primo buono si stacca, il nastro non è più intatto. È l'unico stato in cui un blocchetto di buoni vale qualcosa: cominciato, più leggero, una promessa mantenuta alla volta.

G

Guillaume

Sviluppatore web, creatore di Unveil. Ho costruito il regalo che avrei voluto poter fare: un calendario che trasforma l'attesa in momenti di gioia quotidiana.

La mia storia