Sfide di coppia: 30 sfide da fare insieme, una al giorno
Trenta sfide di coppia una al giorno: quelle tenere, quelle che finiscono a ridere, quelle che costano coraggio, e sei che reggono a ottocento chilometri.
Hai lanciato «che facciamo stasera?» verso l'altra stanza, la mano ancora sulla maniglia del frigo, e la risposta è arrivata gentile: «non so, come vuoi tu». Nessuno ha deciso niente, il martedì ha fatto quello che fa tutti i martedì, ed è rimasto quel piccolo vuoto che non ha un nome.
Quel «come vuoi tu» non è l'inizio di un disamore, è una carenza di idee, ed è esattamente per questo che servono delle sfide di coppia: una regola minuscola che decide al posto vostro.
Come si gioca
Una al giorno, e la regola finisce lì. La trappola è sceglierle insieme: nel momento in cui vedete tutta la lista, la sorpresa non c'è più, resta solo una trattativa in più. La versione bella è quella in cui uno dei due le scrive tutte e trenta in anticipo, e l'altro non ha niente da organizzare, solo qualcosa da aprire. È lo stesso gesto dei buoni d'amore, con una differenza sola: un buono promette quello che farai per lui, una sfida si affronta in due la sera stessa.
Se l'energia non c'è, si rimanda a domani senza farne un caso. Le coppie che arrivano a trenta giorni non sono quelle che non saltano mai, sono quelle che non ne saltano mai due di seguito.
Resta la meccanica. Un mazzo di carte fa benissimo il suo lavoro, con un difetto: le vedete tutte e trenta in un colpo d'occhio, e la sorpresa finisce lì. Trenta sfide sono anche trenta caselle di un calendario, e lui apre solo quella di oggi. Quelle che fanno una domanda diventano caselle in cui scrive la sua risposta, che tu ritrovi la sera. Niente obbliga tutte e trenta le caselle a essere sfide, del resto: le idee per riempire un calendario delle sorprese si infilano fra due senza rompere il ritmo.
Quelle che si dicono a voce bassa
Nove sfide per dire quello che non hai mai detto, e per far risalire quello che avete vissuto e poi archiviato. Le più facili da cominciare, le più difficili da finire: a metà frase capirai perché non l'avevi mai detto. Tienile per le sere calme, non sopravvivono al rumore. E non si ripetono, una cosa detta una volta è detta. Quello che torna settimana dopo settimana sono i rituali di coppia.
1. Il biglietto nella tasca. Scrivi tre cose che ammiri di lui e che non ti ha mai sentito dire, poi infila il foglietto nel cappotto che metterà domani.
2. Il ricordo che lui non conosce. Raccontagli un momento in cui ti ha ribaltato senza accorgersene, con la data, il posto, e cosa indossava quel giorno.
3. Quello che dici di lui. Ripetigli parola per parola l'ultima cosa che hai detto di lui a qualcun altro.
4. Il complimento che non fa nessuno. Trova quello che nessun altro nota, il modo in cui taglia le verdure o la sua voce al telefono con sua nonna, e diglielo mentre lo sta facendo.
5. Il messaggio a pagina 112. Apri il libro che sta leggendo alla pagina dove si è fermato, e lasciagli due righe di traverso sul paragrafo dopo.
6. La frase dei suoi quindici anni. Chiedigli cosa avrebbe voluto sentirsi dire dai suoi genitori, e ascolta fino in fondo senza commentare.
7. I dieci minuti a cronometro. Scrivi senza fermarti tutto quello che ricordi della vostra prima settimana, e poi leggigli la lista ad alta voce.
8. La storia di famiglia. Fatti raccontare una storia dei suoi che non hai mai sentito, e tieni a mente il nome che torna tre volte.
9. Il tuo posto quando stai male. Portalo stasera dove vai quando hai bisogno di stare solo, la panchina o la fine del molo, e digli perché proprio quello.
o tre settimane di sere che nessuno dei due ha letto
21 sfide in due
Ventuno sere già scritte, da aprire una alla volta. Quello che ne fate resta dentro.
La paura ha un nome
Ognuno confida una cosa che gli fa paura nei prossimi cinque anni. Stasera ci si limita ad ascoltare, senza rassicurare e senza voler risolvere niente: essere ascoltati basta.
La ninna nanna
Ognuno ritrova la canzone o la ninna nanna che gli cantavano da bambino e la fa ascoltare all'altro. Se la memoria vacilla, si chiama chi se la ricorda ancora, e la telefonata farà un felice in più.
Sfida completata? Conservatene una traccia.
- L'estrazioneOgni sera ne propone due, mai dello stesso tipo.
- La sceltaPrendete quella che vi somiglia quella sera, l'altra resta piegata.
- La tracciaUna foto, una parola, e la casella si sigilla sulla vostra serata.
All'ultima sera non è più un calendario di sfide. È l'album delle tre settimane che avete appena vissuto.
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Quelle che finiscono a ridere
Otto sfide il cui unico scopo è farvi ridere. Sembrano un po' stupide, ed è esattamente per questo che funzionano: quello che avvicina una coppia sono le attività nuove più che quelle piacevoli, e Arthur Aron l'ha misurato. Nessuno tiene la guardia alta mentre ride, quindi tirale fuori la sera in cui la giornata è stata lunga. E la sera in cui perfino questo chiede troppo, le cento domande "chi di noi due" si giocano senza muoversi dal divano.
10. La cena a occhi bendati. Bendagli gli occhi con uno strofinaccio e lascia che la cena la faccia lui mentre lo guidi a voce, senza toccare mai niente.
11. Il ritratto in tre minuti. Ognuno disegna l'altro senza staccare la matita dal foglio, e il peggiore dei due resta appeso sopra la moka.
12. La sera al contrario. Per un'ora ognuno fa l'altro: il suo posto a tavola, le sue espressioni, il modo in cui si lamenta esattamente delle stesse cose.
13. Il divieto dei nomi. Per tutta la sera niente nomi e niente soprannomi soliti, se ne inventa uno nuovo a ogni frase.
14. Venti minuti senza una parola. Passa tutto dai gesti, dagli sguardi, e da un quaderno che vi passate avanti e indietro.
15. La playlist che non difenderesti. Ognuno aggiunge tre pezzi che non ammetterebbe mai, e ascoltate tutti e sei fino in fondo, in piedi, in cucina.
16. La peggior foto di classe. Tirate fuori la vostra, raccontate cosa indossavate quel giorno, e soprattutto perché.
17. Il TG1 della tua giornata. Racconta la tua giornata come un conduttore del TG1 delle otto, servizio sulla fila alle poste compreso.
Quelle che costano coraggio
Le sette che seguono non costano soldi, costano fegato, e sono quelle che rimandi a domani (poi a dopodomani, e sai già come va a finire). Scegli quella che ti fa un po' paura, mai quella che ti mette a nudo, e tieniti il diritto di fermarti a metà frase. Dire una cosa vera un martedì qualunque passa molto meglio che dirla una domenica solenne. Nessuna di queste ti chiede di prenotare niente: quello che si prenota sta su una bucket list di coppia, non su una casella di martedì.
18. La domanda mai fatta. Fai stasera quella che rimandi sempre a un momento migliore, e non riempire il silenzio che arriva dopo.
— Chiara, 33 anniLa diciottesima l'ho rimandata tre volte. Quando gliel'ho fatta davvero, la mia domanda, ha risposto in dodici secondi, e io avevo avuto paura per tre giorni.
19. La frase che comincia con io. Nomina una cosa che fa e che ti ferisce, partendo da «quando fai così, io mi sento», mai da «tu».
20. Quello che non mostri a nessuno. Tira fuori il quaderno, le foto dei tuoi diciassette anni o la canzone che hai scritto, e lascia che guardi in silenzio.
21. La sorpresa senza indizi. Preparagli qualcosa per sabato senza prenotare né comprare niente, dagli solo l'ora in cui deve essere pronto, e tieni duro fino alla fine.
22. Le scuse senza la parola ma. Chiedi scusa per una cosa vecchia, senza spiegazioni, senza il contesto che ti fa comodo, senza «ma» in mezzo.
23. Quello che non ti riesce da sempre. Chiedigli di insegnarti stasera una cosa che non hai mai saputo fare: il nodo alla cravatta, la sfoglia tirata col mattarello, il fischio con due dita.
24. Il progetto troppo grande. Digli ad alta voce il progetto che ti tieni per te, con la cifra, la data e il posto.
Le sfide che attraversano i chilometri
Sei sfide fattibili a ottocento chilometri, e nessuna vi chiede di essere liberi nello stesso momento. È quello che quasi tutte le liste dimenticano: a distanza vi parlate tutti i giorni, ed è proprio sorprendersi che diventa difficile (una videochiamata in più non ha mai sorpreso nessuno). Funzionano anche le sere in cui uno rientra dopo l'altro, o durante una settimana di trasferta. E quando a esaurirsi è la conversazione più che le idee, quello che ti serve sono delle domande per una coppia a distanza, non una sfida.
25. Il vocale di due minuti. Registragli la tua voce fuori, nella strada in cui stai camminando, e mandalo senza riascoltarlo.
26. Quello che avrebbe indicato col dito. La vetrina, il cane ridicolo, il manifesto storto: fai la foto oggi, e mandala senza didascalia.
27. La lettera che ci mette quattro giorni. Scrivigli una lettera vera, francobollo e cassetta rossa all'angolo, e non dire niente mentre viaggia: quattro giorni sono lunghi quando sei l'unico a saperlo.
28. La strada che fa tutti i giorni. Fatti descrivere al telefono il percorso da casa sua al bar dove prende il caffè la mattina, disegnalo in diretta, e mandagli la foto della mappa completamente sbagliata.
29. Lo stesso piatto, alla stessa ora. Scegliete un piatto stasera, e mangiatelo domani alla stessa ora locale, ognuno a casa sua, senza chiamarvi.
30. Il numero, senza niente intorno. Conta il numero esatto di giorni che vi separano dal prossimo incontro, e mandaglielo.
Fra due anni ne avrete dimenticate ventinove. Ne resterà una, sempre la stessa, quella che tirerete fuori a tavola davanti agli amici parlandovi sopra per arrivare al finale. E nessuno dei due saprà dire in che giorno era caduta.