Haiku per il matrimonio: 25 poesie brevi per gli sposi
Haiku per il matrimonio: 25 poesie brevi di Bashō, Issa, Shiki e Sōseki, dalla vigilia alla prima sera, per una lettura, i voti, un biglietto o un brindisi.
Il tuo nome è sul libretto della cerimonia, tra la musica d'ingresso e lo scambio delle fedi, e accanto c'è scritto: "lettura, 2 min". Ti hanno detto "quello che vuoi, ma non troppo lungo", e da allora tutto quello che trovi è troppo lungo per due minuti, oppure troppo zuccheroso per la tua voce.
Un haiku per il matrimonio sta esattamente in quello spazio: tre righe, diciassette sillabe, e una sala intera che tace il tempo di ascoltarle. Cercare qualcosa di breve non vuol dire avere poco da dire. Davanti a cento persone, una voce emozionata regge tre righe, non tre pagine.
I venticinque che seguono sono ordinati per momenti della giornata, dalla vigilia alla prima sera: maestri giapponesi, qualche voce moderna, quattro scritti da noi, ognuno seguito da un'eco che dice sottovoce quello che la poesia lascia intendere. Parlano di due vite che si legano, mentre la mancanza e l'attesa hanno una raccolta tutta loro di haiku sull'amore.
La vigilia
Primo movimento
L'ultima notte prima
Domani due case ne faranno una sola. Stasera si mette in ordine, si ricorda, e si dorme male.
Questi non si leggono in pubblico: infilane uno nella sua valigia, sotto la custodia dell'abito, oppure mandaglielo verso le 22, quando il tableau de mariage è finalmente definito.
è venuto il tempo
di prendere moglie,
fiori di pruno
娶貰ふ時分となるや梅の花
Non si sa mai dire quando è il momento, lo si riconosce dal profumo.
tante cose
mi tornano alla mente,
i ciliegi in fiore
さまざまの事思ひ出す桜かな
Alla vigilia, la memoria fa la valigia da sola.
piogge di giugno,
davanti al grande fiume
due case
さみだれや大河を前に家二軒
Due famiglie, due case, e davanti a loro, già, lo stesso fiume.
farfalla,
cosa sogni
per battere così le ali
蝶々や何を夢見て羽づかひ
La notte prima delle nozze nessuno dorme davvero, nemmeno chi dorme.
la sera prima,
le scarpe di domani
nella velina
Domani faranno male, stasera sono perfette.
Il mattino degli sposi
Secondo movimento
Il giorno sorge per davvero
Il caffè che ci si dimentica di bere, i bottoni sulla schiena, la luce che entra troppo presto.
Al mattino un haiku si attacca allo specchio, o si infila nella tasca interna della giacca, dove la mano lo troverà verso mezzogiorno. Anche lo sposo ha il suo mattino, spesso più solitario di quanto si pensi: è tutto il senso di un conto alla rovescia per il matrimonio da regalare allo sposo, un pensiero al giorno fino a quello.
profumo di pruno,
di colpo spunta il sole
sul sentiero di montagna
梅が香にのつと日の出る山路かな
Il grande giorno non sorge piano, spunta di colpo.
libellule rosse,
sul monte Tsukuba
neanche una nuvola
赤蜻蛉筑波に雲もなかりけり
Certe mattine giureresti che il cielo fosse complice.
uccelli che cantano
nel buio,
alba di pioggia
Sposa bagnata, sposa fortunata: e gli uccelli, intanto, cantano lo stesso.
sposo a cinquant'anni,
nasconde la testa calva
dietro il ventaglio
五十聟天窓をかくす扇かな
Undici anni dopo i suoi fiori di pruno, Issa finalmente si sposa, e arrossisce come a vent'anni.
cravatta grigia,
il papà vuole ancora
riannodarla
Sa annodarla da solo da quindici anni, e stamattina ha lasciato fare a suo padre.
La cerimonia
Terzo movimento
Due vite, e tra loro
Il momento in cui una sala intera trattiene il fiato, tutta insieme.
Da leggere durante la cerimonia
Un haiku per un matrimonio non si legge come un testo qualsiasi. Presenta l'autore in una frase ("una poesia di Bashō, scritta più di tre secoli fa"), leggi piano, con un vero silenzio alla fine di ogni riga, poi leggilo una seconda volta: la prima volta la sala sente delle parole, la seconda vede l'immagine.
frescura,
la voce della campana
si stacca dalla campana
涼しさや鐘をはなるゝかねの声
Una volta pronunciato, un sì non appartiene più del tutto a chi l'ha detto.
tacciono le corde,
la musica sapeva
quello che sento
È l'istante esatto in cui il violino passa il testimone alle parole.
Questa, Bashō la scrisse ritrovando, vent'anni dopo, un amico della sua città natale. Regge davanti a due sposi senza che serva cambiare una parola.
due vite,
e tra loro, vivo,
il ciliegio in fiore
命二つの中に生きたる桜かな
Tra due vite cresce sempre una terza cosa, ed è lei che oggi si festeggia.
Per aprire i voti
I voti li pronunciano loro. Ma se uno dei due ti confessa che non sa da dove cominciare, suggeriscigli che un haiku può aprire le sue promesse: tre righe lette, poi il resto con parole sue, che il metodo dei tre cerchi per scrivere i voti di matrimonio lo aiuterà a trovare.
due pruni,
amo che uno fiorisca presto
e l'altro tardi
二もとの梅に遅速を愛す哉
Non si sposa mai qualcuno che ha esattamente il nostro passo, ed è proprio questo che si promette di amare.
per prima cosa,
c'è un albero su cui contare,
boschetto d'estate
先づ頼む椎の木も有り夏木立
Promettere, in fondo, è diventare l'albero a cui l'altro può appoggiare la schiena.
di due penne
una sola che scrive,
firmano in due
Il loro primo bene in comune era del Comune.
Il biglietto e il discorso
Quarto movimento
Quello che l'amico scrive
Tre righe sul retro di un biglietto, o alla fine di un discorso, quando la sala meno se lo aspetta.
Nel giugno del 1896 lo scrittore Natsume Sōseki si sposa a Kumamoto, e lo annuncia per lettera al suo grande amico, il poeta Masaoka Shiki, con questo haiku:
messi gli abiti d'estate,
dalla capitale
ho ricevuto una sposa
衣更へて京より嫁を貰ひけり
Sōseki annuncia le sue nozze come si annota il tempo che fa, ed è il suo modo di commuoversi.
La stessa estate Shiki saluta a sua volta queste nozze, con una parola presa da un canto nuziale cinese di più di duemila anni fa: il pesco dalle foglie rigogliose.
rigogliose,
le giovani foglie del pesco,
tu prendi moglie
蓁々たる桃の若葉や君娶る
Nemmeno una parola sulla felicità, solo un albero coperto di foglie nuove, e si è detto tutto.
È esattamente il tuo posto: l'amico che scrive tre righe per un matrimonio. Nel biglietto, un haiku per gli sposi basta a se stesso, senza "tanti auguri di felicità" intorno, solo la poesia e la tua firma.
In un discorso, tienilo per la fine. Dopo gli aneddoti e le risate, tre righe lente fanno scendere il silenzio, e i calici si alzano da soli. Il ruolo di testimone, del resto, a volte comincia settimane prima, con un conto alla rovescia per il matrimonio come regalo del testimone, una sorpresa al giorno.
pioggia di primavera,
insieme, la voce
dei pini gemelli
Per augurare un amore che duri, Issa non dice "per sempre": fa cantare due pini che invecchiano insieme.
tremila haiku
passati in rassegna,
due cachi
三千の俳句を閲し柿二つ
Tremila poesie lette per un discorso, e alla fine tutto ciò che conta è seduto al tavolo degli sposi, in due.
La prima sera
Quinto movimento
Finalmente in due
Gli ultimi invitati se ne vanno, la musica si ferma, e qualcosa comincia senza fare rumore.
Questi si leggono solo in due. Lascia una busta alla reception dell'albergo, o infilala nella valigia della prima notte di nozze, con scritto sul retro: "da aprire stasera".
venuti a passare la notte
con mia moglie da oggi,
sera di primavera
けふよりの妻と来て泊つる宵の春
"Mia moglie da oggi": quattro parole che servono una volta sola nella vita.
fiori di colza,
la luna a est,
il sole a ovest
菜の花や月は東に日は西に
C'è una sera in cui il giorno e la notte stanno nello stesso cielo, ed è questa.
luna piena,
giro intorno allo stagno
tutta la notte
名月や池をめぐりて夜もすがら
C'è sempre una coppia di sposi che ritrovi alle quattro del mattino in fondo al giardino, con le scarpe in mano.
che bellezza,
dal buco nello shoji
la Via Lattea
うつくしや障子の穴の天の川
Dopo una giornata immensa, la bellezza rientra da un buco grande come la punta di un dito.
a notte fonda,
le due fedi d'oro
sul comodino
Ciò che comincia non fa rumore.
Come scrivere un haiku per il matrimonio
Un haiku sul matrimonio in generale non tocca nessuno, un haiku sul matrimonio di quei due sì. Il tuo non deve essere perfetto, deve solo essere loro:
- 5-7-5, contato a orecchio. Cinque sillabe, poi sette, poi cinque, come le dici ad alta voce ("vuole ancora", detto di seguito, fa quattro sillabe, non cinque). Una di troppo non fa cadere la poesia: il giapponese conta suoni, non le nostre sillabe, e nemmeno le traduzioni di questa raccolta tornano esatte.
- Un'immagine, non un sentimento. Né "l'amore" né "la felicità", ma un dettaglio che appartiene solo a loro: la panchina del primo appuntamento, il cane che dorme tra i due, la vecchia Panda di tutti i traslochi.
- La stagione del loro matrimonio. In giapponese basta una sola parola per fissare la stagione di una poesia. Tigli a giugno, temporale d'agosto, vendemmia a settembre: prendi quella della loro data.
- Niente rima. La rima tira la poesia verso la filastrocca, mentre l'haiku si regge sull'immagine, e sul piccolo silenzio tra una riga e l'altra.
Per una coppia che si è conosciuta su una panchina, una sera di giugno, e che si sposa nella stessa stagione:
aria di tigli,
e la loro panchina
li riconosce
Cinque, sette, cinque, un'immagine (la panchina), una stagione (i tigli fioriscono a giugno), nessuna rima, e una poesia che nessun altro potrebbe ricevere. Alla cerimonia presentala con una frase ("ho scritto tre righe per loro"); nel biglietto scrivila a mano, senza nient'altro intorno, e firma sotto.
Venticinque haiku sono anche venticinque mattine. Infilane uno al giorno in un conto alla rovescia per il matrimonio, e l'ultimo si aprirà la mattina stessa, prima dell'abito bianco e della cravatta.
Un haiku ogni mattina, fino al matrimonio
Di Bashō, di Issa o di tuo pugno, tre righe dietro ogni casella, aperte una a una fino al sì. Un regalo del testimone, o di uno dei due all'altro.
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