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Haiku per il matrimonio: 25 poesie brevi per gli sposi

Haiku per il matrimonio: 25 poesie brevi di Bashō, Issa, Shiki e Sōseki, dalla vigilia alla prima sera, per una lettura, i voti, un biglietto o un brindisi.

Il tuo nome è sul libretto della cerimonia, tra la musica d'ingresso e lo scambio delle fedi, e accanto c'è scritto: "lettura, 2 min". Ti hanno detto "quello che vuoi, ma non troppo lungo", e da allora tutto quello che trovi è troppo lungo per due minuti, oppure troppo zuccheroso per la tua voce.

Un haiku per il matrimonio sta esattamente in quello spazio: tre righe, diciassette sillabe, e una sala intera che tace il tempo di ascoltarle. Cercare qualcosa di breve non vuol dire avere poco da dire. Davanti a cento persone, una voce emozionata regge tre righe, non tre pagine.

I venticinque che seguono sono ordinati per momenti della giornata, dalla vigilia alla prima sera: maestri giapponesi, qualche voce moderna, quattro scritti da noi, ognuno seguito da un'eco che dice sottovoce quello che la poesia lascia intendere. Parlano di due vite che si legano, mentre la mancanza e l'attesa hanno una raccolta tutta loro di haiku sull'amore.

La vigilia

Primo movimento

L'ultima notte prima

Domani due case ne faranno una sola. Stasera si mette in ordine, si ricorda, e si dorme male.

Questi non si leggono in pubblico: infilane uno nella sua valigia, sotto la custodia dell'abito, oppure mandaglielo verso le 22, quando il tableau de mariage è finalmente definito.

è venuto il tempo
di prendere moglie,
fiori di pruno

娶貰ふ時分となるや梅の花

Non si sa mai dire quando è il momento, lo si riconosce dal profumo.

Kobayashi Issa, 1803

tante cose
mi tornano alla mente,
i ciliegi in fiore

さまざまの事思ひ出す桜かな

Alla vigilia, la memoria fa la valigia da sola.

Matsuo Bashō, 1688

piogge di giugno,
davanti al grande fiume
due case

さみだれや大河を前に家二軒

Due famiglie, due case, e davanti a loro, già, lo stesso fiume.

Yosa Buson, XVIII sec.

farfalla,
cosa sogni
per battere così le ali

蝶々や何を夢見て羽づかひ

La notte prima delle nozze nessuno dorme davvero, nemmeno chi dorme.

Chiyo-ni, XVIII sec.

la sera prima,
le scarpe di domani
nella velina

Domani faranno male, stasera sono perfette.

Unveil

Il mattino degli sposi

Secondo movimento

Il giorno sorge per davvero

Il caffè che ci si dimentica di bere, i bottoni sulla schiena, la luce che entra troppo presto.

Al mattino un haiku si attacca allo specchio, o si infila nella tasca interna della giacca, dove la mano lo troverà verso mezzogiorno. Anche lo sposo ha il suo mattino, spesso più solitario di quanto si pensi: è tutto il senso di un conto alla rovescia per il matrimonio da regalare allo sposo, un pensiero al giorno fino a quello.

profumo di pruno,
di colpo spunta il sole
sul sentiero di montagna

梅が香にのつと日の出る山路かな

Il grande giorno non sorge piano, spunta di colpo.

Matsuo Bashō, 1694

libellule rosse,
sul monte Tsukuba
neanche una nuvola

赤蜻蛉筑波に雲もなかりけり

Certe mattine giureresti che il cielo fosse complice.

Masaoka Shiki, 1894

uccelli che cantano
nel buio,
alba di pioggia

Sposa bagnata, sposa fortunata: e gli uccelli, intanto, cantano lo stesso.

Jack Kerouac, Scattered Poems, 1971

sposo a cinquant'anni,
nasconde la testa calva
dietro il ventaglio

五十聟天窓をかくす扇かな

Undici anni dopo i suoi fiori di pruno, Issa finalmente si sposa, e arrossisce come a vent'anni.

Kobayashi Issa, 1814

cravatta grigia,
il papà vuole ancora
riannodarla

Sa annodarla da solo da quindici anni, e stamattina ha lasciato fare a suo padre.

Unveil

La cerimonia

Terzo movimento

Due vite, e tra loro

Il momento in cui una sala intera trattiene il fiato, tutta insieme.

Da leggere durante la cerimonia

Un haiku per un matrimonio non si legge come un testo qualsiasi. Presenta l'autore in una frase ("una poesia di Bashō, scritta più di tre secoli fa"), leggi piano, con un vero silenzio alla fine di ogni riga, poi leggilo una seconda volta: la prima volta la sala sente delle parole, la seconda vede l'immagine.

frescura,
la voce della campana
si stacca dalla campana

涼しさや鐘をはなるゝかねの声

Una volta pronunciato, un sì non appartiene più del tutto a chi l'ha detto.

Yosa Buson, 1777

tacciono le corde,
la musica sapeva
quello che sento

È l'istante esatto in cui il violino passa il testimone alle parole.

Jorge Luis Borges, La cifra, 1981

Questa, Bashō la scrisse ritrovando, vent'anni dopo, un amico della sua città natale. Regge davanti a due sposi senza che serva cambiare una parola.

due vite,
e tra loro, vivo,
il ciliegio in fiore

命二つの中に生きたる桜かな

Tra due vite cresce sempre una terza cosa, ed è lei che oggi si festeggia.

Matsuo Bashō, 1685

Per aprire i voti

I voti li pronunciano loro. Ma se uno dei due ti confessa che non sa da dove cominciare, suggeriscigli che un haiku può aprire le sue promesse: tre righe lette, poi il resto con parole sue, che il metodo dei tre cerchi per scrivere i voti di matrimonio lo aiuterà a trovare.

due pruni,
amo che uno fiorisca presto
e l'altro tardi

二もとの梅に遅速を愛す哉

Non si sposa mai qualcuno che ha esattamente il nostro passo, ed è proprio questo che si promette di amare.

Yosa Buson, XVIII sec.

per prima cosa,
c'è un albero su cui contare,
boschetto d'estate

先づ頼む椎の木も有り夏木立

Promettere, in fondo, è diventare l'albero a cui l'altro può appoggiare la schiena.

Matsuo Bashō, 1690

di due penne
una sola che scrive,
firmano in due

Il loro primo bene in comune era del Comune.

Unveil

Il biglietto e il discorso

Quarto movimento

Quello che l'amico scrive

Tre righe sul retro di un biglietto, o alla fine di un discorso, quando la sala meno se lo aspetta.

Nel giugno del 1896 lo scrittore Natsume Sōseki si sposa a Kumamoto, e lo annuncia per lettera al suo grande amico, il poeta Masaoka Shiki, con questo haiku:

messi gli abiti d'estate,
dalla capitale
ho ricevuto una sposa

衣更へて京より嫁を貰ひけり

Sōseki annuncia le sue nozze come si annota il tempo che fa, ed è il suo modo di commuoversi.

Natsume Sōseki, 1896

La stessa estate Shiki saluta a sua volta queste nozze, con una parola presa da un canto nuziale cinese di più di duemila anni fa: il pesco dalle foglie rigogliose.

rigogliose,
le giovani foglie del pesco,
tu prendi moglie

蓁々たる桃の若葉や君娶る

Nemmeno una parola sulla felicità, solo un albero coperto di foglie nuove, e si è detto tutto.

Masaoka Shiki, 1896

È esattamente il tuo posto: l'amico che scrive tre righe per un matrimonio. Nel biglietto, un haiku per gli sposi basta a se stesso, senza "tanti auguri di felicità" intorno, solo la poesia e la tua firma.

In un discorso, tienilo per la fine. Dopo gli aneddoti e le risate, tre righe lente fanno scendere il silenzio, e i calici si alzano da soli. Il ruolo di testimone, del resto, a volte comincia settimane prima, con un conto alla rovescia per il matrimonio come regalo del testimone, una sorpresa al giorno.

pioggia di primavera,
insieme, la voce
dei pini gemelli

Per augurare un amore che duri, Issa non dice "per sempre": fa cantare due pini che invecchiano insieme.

Kobayashi Issa, XIX sec.

tremila haiku
passati in rassegna,
due cachi

三千の俳句を閲し柿二つ

Tremila poesie lette per un discorso, e alla fine tutto ciò che conta è seduto al tavolo degli sposi, in due.

Masaoka Shiki, 1897

La prima sera

Quinto movimento

Finalmente in due

Gli ultimi invitati se ne vanno, la musica si ferma, e qualcosa comincia senza fare rumore.

Questi si leggono solo in due. Lascia una busta alla reception dell'albergo, o infilala nella valigia della prima notte di nozze, con scritto sul retro: "da aprire stasera".

venuti a passare la notte
con mia moglie da oggi,
sera di primavera

けふよりの妻と来て泊つる宵の春

"Mia moglie da oggi": quattro parole che servono una volta sola nella vita.

Hino Sōjō, 1934

fiori di colza,
la luna a est,
il sole a ovest

菜の花や月は東に日は西に

C'è una sera in cui il giorno e la notte stanno nello stesso cielo, ed è questa.

Yosa Buson, 1774

luna piena,
giro intorno allo stagno
tutta la notte

名月や池をめぐりて夜もすがら

C'è sempre una coppia di sposi che ritrovi alle quattro del mattino in fondo al giardino, con le scarpe in mano.

Matsuo Bashō, 1686

che bellezza,
dal buco nello shoji
la Via Lattea

うつくしや障子の穴の天の川

Dopo una giornata immensa, la bellezza rientra da un buco grande come la punta di un dito.

Kobayashi Issa, 1813

a notte fonda,
le due fedi d'oro
sul comodino

Ciò che comincia non fa rumore.

Unveil

Come scrivere un haiku per il matrimonio

Un haiku sul matrimonio in generale non tocca nessuno, un haiku sul matrimonio di quei due sì. Il tuo non deve essere perfetto, deve solo essere loro:

  • 5-7-5, contato a orecchio. Cinque sillabe, poi sette, poi cinque, come le dici ad alta voce ("vuole ancora", detto di seguito, fa quattro sillabe, non cinque). Una di troppo non fa cadere la poesia: il giapponese conta suoni, non le nostre sillabe, e nemmeno le traduzioni di questa raccolta tornano esatte.
  • Un'immagine, non un sentimento. Né "l'amore" né "la felicità", ma un dettaglio che appartiene solo a loro: la panchina del primo appuntamento, il cane che dorme tra i due, la vecchia Panda di tutti i traslochi.
  • La stagione del loro matrimonio. In giapponese basta una sola parola per fissare la stagione di una poesia. Tigli a giugno, temporale d'agosto, vendemmia a settembre: prendi quella della loro data.
  • Niente rima. La rima tira la poesia verso la filastrocca, mentre l'haiku si regge sull'immagine, e sul piccolo silenzio tra una riga e l'altra.

Per una coppia che si è conosciuta su una panchina, una sera di giugno, e che si sposa nella stessa stagione:

aria di tigli,
e la loro panchina
li riconosce

Cinque, sette, cinque, un'immagine (la panchina), una stagione (i tigli fioriscono a giugno), nessuna rima, e una poesia che nessun altro potrebbe ricevere. Alla cerimonia presentala con una frase ("ho scritto tre righe per loro"); nel biglietto scrivila a mano, senza nient'altro intorno, e firma sotto.


Venticinque haiku sono anche venticinque mattine. Infilane uno al giorno in un conto alla rovescia per il matrimonio, e l'ultimo si aprirà la mattina stessa, prima dell'abito bianco e della cravatta.

Un haiku ogni mattina, fino al matrimonio

Di Bashō, di Issa o di tuo pugno, tre righe dietro ogni casella, aperte una a una fino al sì. Un regalo del testimone, o di uno dei due all'altro.

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Guillaume

Sviluppatore web, creatore di Unveil. Ho costruito il regalo che avrei voluto poter fare: un calendario che trasforma l'attesa in momenti di gioia quotidiana.

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